La consulta si è pronunciata sulla questione di costituzionalità sollevata dai giudici milanesi sulla legge sul così detto "legittimo impedimento", dopo aver rinviato in dicembre la decisione per non interferire sulle vicende politiche che vedevano il governo Berlusconi sfidato con la mozione di sfiducia di FLI-UDC e PD-IDV.
Sostanzialmente nulla cambia rispetto a prima: la suprema Corte ha di fatto riportato la situazione a come era in precedenza attribuendo al giudice ordinario, caso per caso, l'accoglimento o meno del legittimo impedimento, svuotando in questo modo la presidenza del consiglio (quindi la politica) di un potere di autotutela che si configurava come contrario alla separazione dei poteri di uno stato di diritto, oltre che al principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Come al solito, però, da una parte e dall'altra dell'agone politico, si sono levate voci volte ad enfatizzare la decisione (vedi l'opposizione) o a ridimensionarla in proprio favore (spassoso l'onorevole Gasparri ad Anno Zero...). Insomma, passano gli anni, l'Italia è sempre più ferma e i nostri politici "lavorano" o fingono di "contrastare" gli interessi dei pochi o di uno solo, a tutti ben noto.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento