La consulta si è pronunciata sulla questione di costituzionalità sollevata dai giudici milanesi sulla legge sul così detto "legittimo impedimento", dopo aver rinviato in dicembre la decisione per non interferire sulle vicende politiche che vedevano il governo Berlusconi sfidato con la mozione di sfiducia di FLI-UDC e PD-IDV.
Sostanzialmente nulla cambia rispetto a prima: la suprema Corte ha di fatto riportato la situazione a come era in precedenza attribuendo al giudice ordinario, caso per caso, l'accoglimento o meno del legittimo impedimento, svuotando in questo modo la presidenza del consiglio (quindi la politica) di un potere di autotutela che si configurava come contrario alla separazione dei poteri di uno stato di diritto, oltre che al principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Come al solito, però, da una parte e dall'altra dell'agone politico, si sono levate voci volte ad enfatizzare la decisione (vedi l'opposizione) o a ridimensionarla in proprio favore (spassoso l'onorevole Gasparri ad Anno Zero...). Insomma, passano gli anni, l'Italia è sempre più ferma e i nostri politici "lavorano" o fingono di "contrastare" gli interessi dei pochi o di uno solo, a tutti ben noto.
venerdì 14 gennaio 2011
giovedì 6 marzo 2008
L'Italia si prepara alle urne: non astenetevi!

Parlare di politica in Italia non è semplice, lo so.
E' comprensibile il distacco della gente, la difficoltà a confrontarsi con un mondo che pare isolato sotto una teca di cristallo, che appare distante e sempre più autoreferenziale.
Non parlerò per adesso del perchè si sia giunti a questo atteggiamento di rassegnazione e disinteresse, non parlerò delle colpe della classe politica italiana e della sua bassa statura morale. No, in questo primo post voglio spronare quanti, come me del resto, sono indecisi e tentati dall'astensionismo a rivedere la loro posizione.
Premetto che non penso affatto che i sistemi democratici occidentali siano sistemi di democrazia compiuta e reale, solo uno sciocco lo penserebbe!
Si tratta di sistemi formalmente democratici in cui la vera e unica concessione fatta alla gente comune è il diritto di voto, recedere da questo diritto implica la sparizione del contributo del singolo, con le sue visioni del mondo e della società, dal contribuire a creare la società in cui egli stesso vive e opera.
E' vero che una goccia in un oceano conta poco, ma è su quelle tante gocce che si regge una democrazia...
Capisco la disillusione di molti perchè sono il primo a provarla, a non sentirmi rappresentato da una classe politica che si autoriproduce e che alle belle parole difficilmente lega i fatti concreti, a non ritenere la forma di democrazia occidentale la miglior realizzazione dell'ideale democratico, ma ricordatevi che dal non voto l'unico che ci perde è colui che si astiene perchè, per quanto un'astensione di massa potrebbe avere grande eco nei media e nell'opinione pubblica sarebbe formalmente e legalmente sufficiente che a votare andassero gli stessi politici che tanto stigmatizziamo.
Quindi, seppur turandoci il naso (per dirla alla Montanelli), andiamo a votare, almeno potremo prendercela con qualcuno a buon diritto...
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